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                                                                                                         storia

                   

In epoca romana, come testimoniano numerosi reperti archeologici, Torre del Greco costituiva probabilmente il sobborgo ricco di Ercolano. Il territorio, come quelli di Ercolano, Pompei, Stabia e Oplonti, venne sconvolto dalla devastante eruzione del 79 d.C., che rimodellò l'intero suolo e respinse il mare per oltre 500 metri. In epoca successiva si hanno notizie certe dell'esistenza di due villaggi, Sora e Calastro. Il generale Belisario, per ripopolare Napoli dopo un saccheggio, volle attingere genti da queste popolose aree.

La terra del Vesuvio è stata sempre ricca e prodiga dei doni della natura. Un clima mite, un terreno fertilissimo e un mare pescoso erano e sono ancora oggi gli ingredienti base che regolano i rimi dell'ambiente vesuviano. L'amenità del luogo e la posizione strategica, al centro del golfo di Napoli, avevano da sempre favorito l'insediamento umano. Certamente in origine i Greci, poi i Romani e nel tempo tutte le popolazioni che ebbero potere e governo nel golfo, si fermarono a Torre del Greco, dove edificarono le loro ville.

L'alternarsi di tante dominazioni nel corso della storia è stata una costante per questa città, che è stata contesa tra popoli invasori e la violenza del Vesuvio. Distrutta innumerevoli volte è sempre, tuttavia, risorta dalle proprie ceneri. Non a caso sullo stemma della città, che comprende una torre, è riportato il motto della fenice: Post fata resurgo. Dominata dagli Arabi, soggiogata dagli Svevi, saccheggiata nel corso dei secoli delle sue ricchezze storiche, la città subì la storia e le vicissitudini politiche e militari di Napoli a partire dal 1400 in poi. Lo storico più importante che la città corallina abbia avuto fu Francesco Balzano, vissuto nel XVII secolo, a cui è stata dedicato il nome di una strada. Tra il XVII e il XVIII secolo vi furono edificate alcune delle piu belle ville signorili dell'area vesuviana, tra le quali villa Vallelonga, dei primi del Settecento, villa del Cardinale, con un bel salone con affreschi del '700, villa Ferrigni, detta "delle Ginestre", dove soggiornò Giacomo Leopardi, villa Prota, una delle più interessanti ville vesuviane, e la villa Macrina, oggi ben restaurata. Le ville del Miglio d'Oro (così si chiamava la regia strada panoramica sotto i Borboni) conservano ancora oggi splendidi esempi di architettura settecentesca.

                      La prima grande eruzione che devastò letteralmente il territorio fu quella del 79 d.C. ben più nota per aver seppellito Pompei, Ercolano e Oplonti. Seguì un lungo periodo caratterizzato da eruzioni magmatiche e fangose che si protrasse verosimilmente fino al medioevo. Di questo periodo non abbiamo documentazione valida.

                                                                                       le eruzioni del vesuvio

 

Nel 1631 un'eruzione di proporzioni ingenti distrusse tutto il versante a mare del Vesuvio. Torre del Greco venne invasa da torrenti fangosi e da grandissimi flussi lavici, dei quali uno in particolare generò le scogliere della Scala.

Successivamente, l'eruzione del 1794 entrò con tre rami lavici nel contesto cittadino seppellendo il centro storico sotto uno spessore lavico di circa 10 metri. Moltissime altre eruzioni, tuttavia, arrecarono ingentissimi danni alla città tanto che oggi è definita “la città del Vesuvio” in quanto nei secoli venne dominata dal vulcano.

 

Dipinto della cittą del 1848, di Alexander Andrejewitsch Iwanow 007
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